Arte e tecnica
Considero le mie creazioni dei “gioielli personali”, pezzi che diventano unici perché si arricchiscono nel tempo di nuove sfumature al contatto con la pelle di chi li indossa, lucidandosi con l’usura
Studio delle forme, impiego di tecniche orafe tradizionali e utilizzo della materia naturale.
Queste sono le tre basi da cui nasce la produzione artigianale di gioielli di Elena Camilla Bertellotti. Una volta progettato, il modello originale viene realizzato in metallo, per costruzione di lastra e filo oppure in cera, come insegnano le tecniche orafe.
Ottenuto il modello, ne vengono ricavati uno o più stampi in silicone (gomme) a seconda della complessità del gioiello da realizzare e di quanti pezzi è formato.
A questo punto interviene la microfusione, la stessa antica tecnica che usava Benvenuto Cellini nel 1500. I pezzi escono prima in cera e poi in metallo, per essere poi saldati, rifiniti, abbelliti con pietre o altro. In questo modo viene fedelmente ricreato il modello originario, che è sempre rimasto come alfiere e campione.
Con questa tecnica si può giocare con le combinazioni dei metalli e il loro contrasto cromatico così elegante, scambiandoli nelle varie componenti. Ma è soprattutto grazie all’ossido, processo che avviene naturalmente, che si possono creare effetti particolarissimi, rispetto al colore naturale.
L’ossidazione causata dal rame, principale ingrediente del bronzo, oltre a questo può macchiare leggeremente la pelle di chi lo indossa (chi non conosce i braccialetti di rame curativi che lasciano uno stampo verde sul braccio?) l'intesità della macchia dipende dal ph della pelle e dal caldo, non è una cosa tossica, basta lavarsi le mani e se ne va, un buon metodo per difendersi è mettere dello smalto trasparente da unghie dentro il gambo dell'anello così da isolare la pelle, e poi basta un po' di succo di limone per far tornare il bronzo lucido.
Ma questo è il fascino della materia naturale. Ogni gioiello diventa così, grazie al mutare dell’ossido e alla fattura artigianale, un oggetto personale e unico, con sfumature e toni di bruno diversi, che variano anche a seconda della frequenza con cui lo si indossa. Più si porta più prende vita, si lucida, cambia. Fino a diventare il “tuo” gioiello.


